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Il restauro del materiale bibliografico antico della Biblioteca Palatina

Recentemente, su indicazione della dott.sa Patrizia Fortini, su una piccola parte del materiale antico conservato nella Biblioteca Palatina (incisioni, disegni, lucidi e schede e appunti di scavo manoscritti) è stato ritenuto opportuno intervenire con operazioni... [+]

Recentemente, su indicazione della dott.sa Patrizia Fortini, su una piccola parte del materiale antico conservato nella Biblioteca Palatina (incisioni, disegni, lucidi e schede e appunti di scavo manoscritti) è stato ritenuto opportuno intervenire con operazioni di restauro, non invasive ma conservative, per ripristinarne l’integrità.

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Documento antico in fase di restauro

Una parte del materiale poi restaurato (in particolare le carte da lucido), oltre ai documenti conservati all’interno della Biblioteca Palatina, proveniva da un ambiente esterno non idoneo alla conservazione. Una volta trasportato nella biblioteca il materiale, particolarmente deteriorato, è stato sottoposto ad adeguati trattamenti. In generale i documenti interessati dal restauro presentavano danni di tipo meccanico, biologico e chimico non dovuti a manomissioni, ma legati alla precedente collocazione in ambienti non idonei o alla normale consultazione. I danni evidenti erano rappresentati da strappi, mancanze, lacerazioni, camminamenti di insetti, sviluppo di funghi, muffe e foxing (macchioline scure sulla carta).

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Un disegno prima del restauro. In basso ed in alto il dettaglio di alcune lacune in fase di restauro

Il disegno presentava danni di vario genere, meccanici e biologici, tra cui camminamenti di insetti (macchie bianche) e lacune e strappi lungo il perimetro del supporto.

La lacuna è stata risarcita con carta giapponese (di cellulosa pura priva di collante) di colore e spessore adeguati. E’ stata fatta aderire a “sandwich” con cellulosa idrosolubile formando “una toppa” a risercimento della parte mancante, venendo poi scarnita con uno strumento apposito della parte eccedente in maniera che le fibre della carta da restauro si integrassero perfettamente all’originale.

Gli strappi sono stati restaurati rinforzando e unendo i lembi con una sottile striscia di velo giapponese (un tipo di carta che asciutta risulta trasparente) con i bordi sfrangiati fatti aderire con collante e morbido pennello da restauro.

Per i camminamenti si è ottenuto il risarcimento effettuando una “stuccatura” ottenuta da carta giapponese e collante (tylose) che, formando una poltiglia, è stata applicata e modellata sul camminamento stesso.

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Il disegno restaurato

La foto mostra il disegno una volta restaurato. Le lacune e gli strappi sono state reintegrate. Il diverso colore delle integrazioni permette di riconoscere facilmente l’operazione moderna.

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Documenti dattiloscritti e manoscritti; contenitore

La stessa tecnica di restauro di risarcimento degli strappi e delle lacune è stata applicata anche a supporti diversi dal disegno come i documenti cartacei dattiloscritti o manoscritti.

I fogli risarciti sono stati poi collocati in un contenitore creato ad hoc (costruito con materiali appositi -acid free- e collanti reversibili) che permette una consevazione ottimale.

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Contenitori per carta da lucido

Per ogni tipologia di documento restaurato è necessario ricorrere a contenitori di diversa natura creati ad hoc. Per conservare, ad esempio, la carta da lucido si ricorre al contenitore a cartella con bandette e chiusura a nastri realizzato su misura in mezza tela e carta marmorizzata. Ogni foglio da lucido è protetto da camicie in carta usomano da 120 gr al m2 con tassello in pelle e doratura.

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Passepartout per disegni ed incisioni

I disegni, le incisioni e altri documenti simili possono inoltre essere incorniciati inoltre da un passepartout (realizzato con cartoncino acid free di adeguata grammatura) e fermati ad esso con striscette o veli di carta giapponese con collante reversibile (tylose). La tecnica permette quindi di proteggere ulteriormente i bordi dei documenti e rappresenta un supporto di rinforzo ulteriore dello stesso lucido.

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Riparare danni ingenti: la velatura

Nel caso di carte particolarmente danneggiate o indebolite si può ricorrere ad una velatura (una sorta di foderatura del foglio ottenuta con un velo di carta giapponese sottile e trasparente) e collante di cellulosa idrosolubile in acqua al 2%. Il foglio così ricostituito acquisisce una resistenza maggiore grazie allo spessore accresciuto dalla velatura.

 

 

 

 

Testi: Enrico Bartolini.
Foto: Maria Mazzella
A cura di Patrizia Fortini

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